Piano Casa Italia: il sostegno del Governo dopo il sisma

Dopo il sisma che ha colpito alcune regioni italiane il 24 Agosto 2016, il governo ha deciso di elaborare un piano pluriennale per garantire una rapida ed efficace riqualificazione del patrimonio edilizio. Il progetto di chiama Casa Italia e ha come obiettivo quello di mettere in sicurezza gli immobili presenti nelle zone di maggior rischio sismico. In cosa consiste questo programma?
Si può dire che prevenzione antisismica e detrazioni fiscali sono due perni attorno ai quali ruota il progetto Casa Italia. Fondamentalmente, la volontà è quella di riuscire a stanziare almeno 2 miliardi ogni anno, per circa dieci anni, per riuscire a destinarli alla prevenzione dei danni che il sisma può provocare. Un piano antisismico nazionale che ha degli obiettivi ambiziosi. La sicurezza di alcune zone del Paese dipende da questi investimenti pubblici su edifici ed infrastrutture, comprendendo detrazioni fiscali di lunga scadenza per adeguare gli edifici a norme antisismiche.
Il premier ha incontrato e coinvolto anche l’architetto e senatore a vita Renzo Piano per ottenere i migliori consigli sull’articolazione del piano per quanto riguarda la parte di prevenzione. L’architetto ha confermato che gli incentivi e le defiscalizzazioni a lungo termine per incoraggiare l’intervento su abitazioni e immobili sono essenziali.
Per quanto concerne l’intervento sul patrimonio pubblico, invece, occorrerà avere una particolare attenzione per le iniziative per accelerare e rendere più efficace l’intervento sul patrimonio esistente.
I fondi stanziati serviranno per gestire gli interventi coordinati dalla Protezione civile: le risorse sono servite e serviranno, in primo luogo, a coprire le spese per i soccorsi, visto anche il succedersi delle scosse e degli ulteriori crolli che ci sono stati in questi mesi autunnali. Saranno costituiti poi dei moduli abitativi in legno per i servizi pubblici come scuole e poi attività commerciali. Successivamente inizierà la ricostruzione vera e propria grazie ai fondi europei per le emergenze: sono circa 360 milioni di euro, destinati alle infrastrutture pubbliche come strade, uffici, scuole.

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